Per le imprese italiane è caro-tassi sui prestiti a breve termine. E' quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre secondo il quale sono tra i più cari d'Europa. Al contrario quelli a lungo termine sono più vantaggiosi rispetto ad altri Paesi.
Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani e dei piccoli imprenditori della Cgia di Mestre, sottolinea che "seppur in calo, i tassi di interesse a breve termine applicati alle aziende italiane sono i più alti tra i principali Paesi dell'area dell'Euro". Il dato emerge dalla periodica elaborazione realizzata dall'Ufficio Studi dell'associazione sul rapporto tra banche ed imprese in Europa, nello specifico da gennaio a luglio.
Il risultato, secondo
Per contro, invece, i tassi a lungo termine superiori ai 5 anni vedono le banche italiane come le più virtuose in assoluto. In Italia i tassi applicati erano due mesi fa del 3,21% contro una media Ue dei 16 del 3,82%. In Germania le banche applicavano il 4,18%, in Francia il 4,09%, in Olanda il 3,87% e in Spagna il 3,78%.
"Questa situazione penalizza soprattutto le piccolissime imprese. Infatti - conclude Bortolussi - chi ricorre ai prestiti a breve termine sono in particolar modo le micro-imprese che devono far fronte costantemente ad esigenze di liquidità, come l'anticipo delle fatture o lo scoperto di conto corrente. Per questo chiediamo al sistema bancario italiano di fare un ulteriore sforzo di riduzione del costo del denaro per sostenere in maniera più decisa le piccole realtà produttive. Vale a dire l'asse portante dell'economia del nostro Paese".
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