Le fiere sfidano la crisi!

Stand scontati e pagamenti rateali, offerta di maggiori servizi e convenzioni con alberghi e ristoranti in pacchetti "all inclusive". Sono solo alcune delle iniziative che ricorrono nell'offerta dei gestori delle fiere per contrastare l'emorragia degli espositori, intenti a tagliare i costi per far fronte alla crisi.

"Nel 2009 osserviamo un calo generalizzato delle attività fieristiche – commenta Francesca Golfetto, condirettore del Cermes Bocconi - tuttavia minore delle aspettative. I primi dati a campione segnalano nelle fiere internazionali una riduzione di aree vendute compresa tra il 5 e l'8 per cento. Mentre i quartieri fieristici più grandi soffrono in maniera minore della crisi, le realtà più piccole incontrano difficoltà maggiori. Ma è anche una particolarità dell'Italia rispetto all'Europa. Nel complesso, le regioni italiane che fanno registrare i trend peggiori sono quelle che hanno spazi espositivi più piccoli e con minore accessibilità internazionale. Per ovviare alla riduzione di spazi venduti, però, gli organizzatori puntano anche su eventi diversi da quelli strettamente fieristici".

A pagare di più è il Mezzogiorno, dove già tra il 2007 e il 2008 le cinque strutture attive hanno visto calare di un terzo le aree locate, Campania in testa con il 39 per cento. Per il presidente di Aifi e della Mostra d'Oltremare, Raffaele Cercola, il sistema è «malato di campanilismo» poichè sarebbe necessario concentrarsi su pochi poli. I prossimi mesi non saranno facili nemmeno per le fiere del Centro-Nord. A parte poche eccezioni, infatti – ad esempio Parma, che intravvede, sul fronte della redditività, un periodo ancora positivo – sono pochi gli enti fieristici che stimano una chiusura d'anno e un 2010 all'insegna della crescita: in alcuni casi, gli espositori latitano e costringono a chiudere alcuni eventi. Carrara ad esempio ha dovuto rinunciare a quello sul marmo. Più in generale le contrattazioni sui prezzi degli stand sono sempre più serrate. Al punto che la stessa Carrara, per rilanciare alcuni eventi, ha ridotto i costi del 30 per cento, mentre Rimini ha venduto gli spazi di Mondonatura con sconti del 10. Stesso ribasso per chi si è prenotato entro agosto al Salone nautico di Genova, che aprirà i battenti il 3 ottobre prossimo. Sconti anche fino al 50-60% per la giovani struttura di SpeziaExpò.

Al Nord-Ovest gli operatori parlano di tenuta e in alcuni casi anche di crescita sul 2008. È il caso di Torino: «Chiuderemo l'anno con il segno più – sottolinea Andrea Varnier, direttore generale di Lingotto Fiere – per fatturato, manifestazioni e visitatori. Abbiamo però notato una riduzione degli spazi medi per espositore».

Sull'accorpamento di manifestazioni simili e sulle partnership con enti esteri puntano invece le fiere del Triveneto. Succede a Verona, la fiera più grande, ma anche a Vicenza, Venezia o Bolzano. Nuovi movimenti ci sono anche a livello di equilibri societari: la fusione per incorporazione di Fiera Vicenza Spa in Immobiliare Fiera Spa, la società che gestisce i servizi fieristici, riapre il risiko delle quote, mettendo in atto una politica di tutela nei confronti dell'ente vicentino, anche se il presidente della Provincia Schneck non esclude la cessione di parte delle quote.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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