I segnali di ripresa sul fronte M&A (fusioni e acquisizioni) spingono gli indici Wall Street, reduce da una settimana debole. Al termine delle contrattazioni il Dow Jones segna un rialzo dell'1,28%, il Nasdaq dell'1,9%, mentre l'S&P500 guadagna l'1,78%.
A sostenere i mercati, come accennato, gli annunci di operazioni rilevanti giunti dal fronte societario. L'americana Abbot Laboratories rileverà la divisione farmaci della belga Solvay per 5,2 miliardi di euro, mentre il gruppo Xerox acquisterà la società di information technology Affiliated Computer Services per 5,75 miliardi di dollari. Ad sostenere l'ottimismo anche la notizia dela revisione al rialzo del Pil globale da parte del Fondo monetario internazionale. Tutte indicazioni che hanno diffuso l'ottimismo nelle sale operative.
Un clima si è sentito anche nel Vecchio continente. Dopo una mattinata incerta infatti, tutte le principali borse hanno chiuso in netto rialzo. Particolarmente brillante Francoforte (+2,78%) dopo la svolta elettorale a destra. Gli acquisti si sono concentrati soprattutto sulle utility come E.On e Rwe in luce grazie alle attese di un ripensamento sui destini del nucleare (avversato dalla Spd, pesantemente sconfitta). Crollano parallelamente i titoli del settore delle energie rinnovabili (Solarworld, Q-Cells, Sma Solar, Conergy). Bene anche Parigi (2,3%), Londra (+1,5%) e Milano con il Ftse All Share a +1,5% e il Ftse Mib a +1,63%. Prosegue intanto la buona seduta a Wall Street con il Dow Jones che guadagna l'1,35%, il Nasdaq il 2,1% e l'S&P500 l'1,67%.
A contribuire a sostenere i mercati gli annunci di alcune operazioni rilevanti giunti dal fronte societario. L'americana Abbot Laboratories rileverà la divisione farmaci della belga Solvay per 5,2 miliardi di euro, mentre il gruppo Xerox acquisterà la società di information technology Affiliated Computer Services per 5,75 miliardi di dollari.
Le notizie che hanno contribuito all'avvio brillante della piazza americanae risollevato i listini europei, reduci da una mattinata difficile. Milano, che a metà seduta era ancora negativa, ha virato in verde allineandosi all'andamento dei listini europei, partiti deboli questa mattina in scia al netto calo delle Borse asiatiche. A Piazza Affari la giornata era partita all'insegna delle vendite, e in mattinata l'indice è arrivato a perdere anche l'1,69%; i volumi complessivi dell'attività sono inferiori alle medie dell'ultimo periodo, con un controvalore appena superiore a 3 miliardi. Seduta molto volatile, dunque, e molto influenzata da quanto accadeva sugli altri mercati: il minore entusiasmo del listino milanese riequilibria il suo andamento migliore rispetto alle altre nelle sedute conclusive della scorsa settimana.
A Piazza Affari tra i titoli del paniere principale, il migliore è il Banco Popolare, che sale del 4,4%. Molto bene anche Finmeccanica (+3,32%), premiata dal contratto da 26 milioni firmato in Malesia dalla controllata Selex, e Pirelli, che segna un rialzo del 3,76%. Sempre positivi, alla vigilia di importanti riunioni degli organismi dirigenti, i due giganti bancari Intesa SanPaolo e UniCredit, che salgono rispettivamente del 2,46% e dell'1,33%. Tra i titoli principali, il più debole è Fiat, che cede l'1,08% dopo che il Wall Street Journal ha dato notizia delle difficoltà della nuova Chrysler. E in particolare dell'ostilità al piano proposto dal neo amministratore delegato Marchionne da parte dei fornitori, riluttanti a spendere subito per sviluppare e fabbricare la componentistica dei nuovi modelli.
Fonte: Il Sole 24 Ore