Il sindacato delle toghe contro le disposizioni sull'art. 18 approvate dal Senato il 3 marzo. Il ddl S 1167/B, che allarga il ricorso all'arbitrato, "riduce" anche i diritti dei lavoratori. “Forti perplessità” espresse dai giudici sulle modifiche del processo del lavoro contenute nel ddl S 1167/B, approvato lo scorso 3 marzo. Secondo l'Anm le nuove norme "mortificano" il ruolo del giudice del lavoro e "riducono" i diritti dei lavoratori. Per la giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati dalle disposizioni approvate traspare infatti "il preoccupante intento di mortificare il ruolo determinante del giudice del lavoro, attraverso la limitazione del potere interpretativo". L'Anm ha poi aggiunto che "l'esclusione di maggiori oneri per il bilancio dello Stato con riferimento alle previste commissioni di conciliazione induce seri dubbi in ordine all'effettiva operatività della procedura: va riaffermato che per il concreto funzionamento del settore giustizia occorre l'adozione di riforme organiche e idonei investimenti di personale e di mezzi e non di interventi che non potranno consentire la piena attuazione dei diritti dei cittadini". In una nota il sindacato delle toghe scrive che "è altrettanto non condivisibile la riduzione dei diritti dei lavoratori, che rischiano di dover soggiacere alle pressioni del datore pur di pervenire all'assunzione, attraverso la sottoscrizione di un contratto che potrebbe non corrispondere alle reali modalità di svolgimento del rapporto".
Il ddl sul lavoro, che contiene norme sull'arbitrato per risolvere le controversie di lavoro e, secondo l'opposizione e i sindacati, potrebbe indebolire o vanificare l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, è stata approvata con 151 voti favorevoli, 83 contrari e 5 astenuti. La contestata normativa sull'arbitrato, secondo quanto detto dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, faceva parte della versione originaria della legge Biagi. "Il diritto sostanziale del lavoro, incluso l'articolo 18 dello Statuto non è stato minimamente toccato", ha assicurato. Il giorno dell'approvazione diversi esponenti politici e dei sindacati avevano rilanciato l'allarme di Repubblica sull'attacco del governo all'articolo dello Statuto dei lavoratori che tutela i dipendenti rispetto al licenziamento del datore di lavoro, attraverso la norma contenuta nel ddl lavoro, che allarga il ricorso all'arbitrato, da alcuni ritenuto un tentativo di aggirare, appunto, l'art. 18.
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