Il governo non è disponibile a modificare strada facendo quanto già concordato con gli altri sindacati. «Apriremo i tavoli contrattuali a maggio mantenendo gli impegni presi: responsabilmente governo e parti sociali ragioneranno del triennio, compatibilmente con gli andamenti di finanza pubblica». Lo ha affermato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, il quale, riferendosi alla Cgil che non ha sottoscritto il nuovo modello contrattuale, ha aggiunto: «Il mondo è bello perché libero e vario. Quando ho un accordo sindacale completo sono contento; quando ho, comunque, un accordo sindacale sono contento. Nessuno ha diritto di veto». Il governo, dunque, non è disponibile a modificare strada facendo quanto già concordato con gli altri sindacati. Il campo del negoziato, pertanto, ha dei confini ben chiari. Il ministro ha spiegato che il sindacato guidato da Guglielmo Epifani sarà chiamato al tavolo «se si tratta di interlocuzioni istituzionali, come quelle legate alla riforma, ma se si tratta di implementazioni di un accordo che non ha sottoscritto e, pertanto, non riconosce....». Se poi volesse parteciparvi, ragiona il ministro, significa che «implicitamente riconosce il nuovo modello contrattuale. Io non ho nessun problema di tavoli o di sedie, auspico solo ci sia coerenza», rileva ancora Brunetta facendo notare che quando la discussione si addentrerà nel merito del rinnovo, essa sarà necessariamente legata al nuovo assetto.
Fonte: Corriere della Sera