Sono prestiti diretti a determinati tipi di persone (giovani, donne, disoccupati...) che intendono avviare una attività di impresa che rientra in precise categorie.
Tali fondi si definiscono “a fondo perduto” perchè una volta acquisiti non vengono restituiti alla regione che li ha erogati.
In generale l'Ente può stanziare dei soldi per consentire:
- lo sviluppo di aree sottosviluppate,
- dare lavoro ad una categoria di lavoratori,
- potenziare alcune strutture che per lei risultano strategiche (agricoltura, terziario...).
Esistono diverse tipologie di finanziamento a fondo perduto:
- per i nuovi imprenditori (indirizzati a chi aspira a divenire imprenditore e supportano la realizzazione dell'Impresa nelle fasi di progettazione e start-up; nel business plan vengono pianificate tutti i costi gestionali e in conto capitale necessari all'avvio dell'attività).
- per chi possiede già un'attività (orientati a chi vuol crescere potenziando qualitativamente e quantitativamente la propria attività; anche in questi casi i finanziamenti supportano le spese in conto capitale necessarie allo start-up del progetto.
Le spese finanziabili riguardano l'acquisto di beni materiali ed immateriali, considerati fondamentali per il consolidamento e la competitività aziendale.
I finanziamenti possono riguardare:
- acquisto di macchinari
- piani marketing
- certificazione di qualità
- e-commerce pubblicità
- corsi di formazione
- consulenze esterne.
Nei finanziamenti riguardanti “giovani imprenditori” inoltre sono previste spese per consulenze fiscali/amministrative, materie prime e locazioni di immobili.